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The white rounds that decorate the outer walls of Jean Georges Steakhouse represent bone rounds. 

TALENTI

Non vi accontentate di una cucina raffinata.

Volete che le costine sapientemente brasate da uno Chef tre stelle Michelin si sciolgano in bocca. Il cabernet selezionato da uno dei 186 sommelier certificati di fama internazionale aprirà nuove prospettive al concetto di buon risotto e l'assenzio distillato da mani esperte esalterà il gusto delizioso delle capesante.

La sapienza culinaria dei nostri talenti va ben oltre il prestigio dei titoli acquisiti e dei riconoscimenti ottenuti. Basta un assaggio per scoprirlo.

Chef Masa Takayama

EXECUTIVE CHEF,

Hometown:

Kuroiso, Japan

Years as a Chef:

40

Favorite Dish:

Grilled fish

Chef Masa Takayama | Bio

Masa Takayama può essere tranquillamente considerato il sushi chef più famoso degli Stati Uniti. Con i suoi menu a quattro stelle, il fascino discreto e le abilità artistiche, è riuscito a conquistare i commensali di entrambe le coste. Oggi ha portato il suo carisma e la sua cucina a Las Vegas, andando ad arricchire la vastissima gamma di ristoranti dell'ARIA Resort & Casino con il barMASA e il Tetsu.

Dopo il diploma alle scuole superiori, si trasferisce a Tokyo, dove viene assunto come lavapiatti presso un noto ristorante di sushi, il Ginza Sushi-ko. Incuriosito dalla gioia pura che percepisce nei clienti, inizia a sviluppare un interesse altrettanto genuino nella ristorazione e nell'arte culinaria. Ben presto decide di intraprendere la strada per diventare sushi chef.

Otto anni dopo, Takayama si reca a Los Angeles con l'intento di ammirare le distese pianeggianti così antitetiche alle montagne delle isole del Giappone. Lavora presso tanti piccoli ristoranti giapponesi, prima di aprire il suo Ginza Sushi-ko a Beverly Hills nel 1983. Piccolo e dall'atmosfera intima, e situato in un piccolo centro commerciale per niente glamour, il Ginza Sushi-ko conquista subito una clientela fedele e una preziosa recensione a quattro stelle dal Los Angeles Times. Takayama diviene famoso perché utilizza i migliori ingredienti in assoluto e perché, durante i primi anni, vola ogni sabato al mercato ittico Tsukiji di Tokyo.

Al volgere del nuovo millennio, Takayama riceve un'offerta per l'apertura di un ristorante nel nuovo Time Warner Center di New York. Incoraggiato da Thomas Keller, da un'economia forte e dall'entusiasmo di una città ancora più ricca di ristoranti, nel 2004 Takayama apre il Masa. Il ristorante si aggiudica subito le quattro stelle del New York Times (l'unico ristorante giapponese a raggiungere tale traguardo in 20 anni) con il rispettato critico gastronomico Frank Bruni che afferma: "Masa crea istanti precisi di pura euforia che ben pochi altri ristoranti, se non nessuno, riescono a eguagliare." Seguono, poco dopo, le cinque stelle Mobil e il massimo riconoscimento Michelin, le tre stelle.

Oggi, a distanza di cinque anni, Takayama torna a ovest per prendere parte all'esplosione culinaria in atto allo straordinario ARIA di Las Vegas. Barmasa e Tetsu, strutture gemelle di quelle di New York, gli hanno consentito di ritornare dalla sua fedele cliente della West Coast, nonché di esprimere il concetto di shabu-shabu a cui sta lavorando da tempo

Chef Jean-Georges Vongerichten

EXECUTIVE CHEF,

Hometown:

Alsce, France

Chef Jean-Georges Vongerichten | Bio

Nato e cresciuto alla periferia di Strasburgo, in Alsazia, Francia, i primissimi ricordi familiari di Jean-Georges riguardano proprio il cibo. Si specializza con un programma di studio/lavoro all'Auberge de L'Ill e come apprendista dello chef Paul Haeberlin, per poi lavorare con Paul Bocuse e il Master Chef Louis Outhier presso L'Oasis nel sud della Francia.
Jean-Georges si reca poi in Asia dove lavora all'Oriental Hotel di Bangkok, al Meridien Hotel di Singapore e al Mandarin Hotel di Hong Kong.
Coinvolto in ogni singolo aspetto della gestione dei suoi ristoranti, dalla filosofia alla base e il menu al design architettonico, passando per la selezione del personale e i dettagli più piccoli, lavora da oltre 18 anni con il socio Phil Suarez per creare ristoranti attuali e di successo.

Chef Jean-Philippe Maury

EXECUTIVE CHEF,

Hometown:

Perpignan, France

Favorite Dish:

Chocolate Truffles

Chef Jean-Philippe Maury | Bio

Jean-Philippe Maury si gode la dolce vita di Las Vegas, mentre la sua esperienza e la passione per la pasticceria francese hanno trovato espressione sublime nelle sue due Jean Philippe Pâtisseries, una presso il Bellagio e la seconda all'ARIA.
Cresciuto a Perpignan, nel sud della Francia, Maury dichiara che la sua passione per la pasticceria nasce da un'ispirazione familiare: sua zia. "Nessuno nella mia famiglia è sous chef o professionista, ma mia zia amava preparare torte e lasciava che io la aiutassi", afferma Maury. "A otto anni ho detto ai miei genitori che volevo diventare pasticciere. E loro mi hanno creduto!" A 17 anni, si iscrive all'Ecole Hôtelière du Moulin à Vent di Perpignan, dove si specializza nella preparazione di prodotti di pasticceria, gelati, cioccolato e altri prodotti dolciari.
Trascorre i weekend facendo da apprendista del Master Chef Pastry Marc Comte, che lascia che Maury inserisca preparazioni mediterranee e catalane nel suo repertorio. Per alcuni anni dopo la scuola, Maury lavora senza sosta in diversi ristoranti per perfezionare la sua arte e arricchire il suo bagaglio di esperienze. Ma è nell'ambito competitivo che il talento indiscutibile di Maury riesce finalmente a guadagnarsi un posto sulla scena mondiale: medaglia di bronzo a Parigi e Sète, oro a Bordeaux e nel 1997 il titolo di Meilleur Ouvrier de France, ovvero migliore Chef Pastry di Francia.
Ed è proprio con questa massima onorificenza che conquista immediatamente la fama internazionale. Nello stesso anno, lo Chef François Paillard porta Maury a New York per farlo lavorare come Chef Pastry nel suo ristorante e negozio, e le elaborate creazioni del neo campione vengono pubblicate sul Pastry Art and Design e sul New York Times. Meno di un anno dopo, Maury accetta il ruolo di Executive Chef Pastry al Bellagio di Las Vegas, premiato con l'AAA Five Diamond, e successivamente apre la Jean Philippe Patisserie all'ARIA Resort and Casino.

Chef Julian Serrano

EXECUTIVE CHEF,

Hometown:

Madrid, Spain

Years as a Chef:

40

Favorite Dish:

Fish & Vegetables

Chef Julian Serrano | Bio

Il premiato Chef Julian Serrano si dedica con estrema cura alla cucina della tradizione spagnola in qualità di Executive Chef del ristorante che porta il suo nome, Julian Serrano, per l'appunto.
Nato a Madrid, Serrano si diploma all'istituto alberghiero Escuela Gastronomie P.P.O. di Marbella, Spagna, e asseconda la sua affinità per la cucina francese in alcune delle cucine più apprezzate d'Europa. Lavora al Lucas-Carton di Parigi, all'Hotel de France di Auch, in Francia, da Chez Max a Zurigo e presso L'Aubergine di Monaco.
Dopo dei brevi periodi a Miami e Nashville, Serrano si trasferisce a San Francisco, dove nel 1983 contribuisce all'apertura del ristorante Masa aiutando personalmente il famoso chef fondatore, Masataka Kobayashi.
Nel 1998, Serrano porta la sua leggendaria cucina francese al Bellagio di Las Vegas, diventando Executive Chef del Picasso. Dal 2002, il ristorante a due stelle Michelin si è aggiudicato ogni anno l'AAA Five Diamond Award e la sua carta dei vini ha ricevuto l'ambito premio Grand Award dalla rivista Wine Spectator.
Nel suo ultimo locale presso lo sfavillante ARIA, Serrano soddisfa l'antica ambizione di condivisione della sua personale cucina spagnola. Nel 2010, la rivista Esquire elegge il ristorante Julian Serrano tra i migliori nuovi ristoranti dell'anno. Il locale riceve inoltre il Best of Award of Excellence dalla rivista Wine Spectator nel 2011.

Chef Shawn Mcclain

EXECUTIVE CHEF,

Hometown:

San Diego, CA

Chef Shawn Mcclain | Bio

Shawn Jenny McClain è un vero talento nel mescolare concetti innovativi con la tradizione e le emozioni. Il suo vivace menu artigianale americano prende spunto dalle diverse stagioni e attinge alla genuinità delle fertili terre californiane per dare vita a sofisticate combinazioni di sapori con accenti mediterranei.
La stella di McClain entra di diritto nel firmamento culinario. Fa il suo primo ingresso sulla scena nazionale con il ristorante Trio di Evanston, aggiudicandosi quattro stelle dal Chicago Tribune e dal Chicago Sun-Times. Dopo sette anni ricchi di riconoscimenti, nel 2001 lascia per aprire lo Spring, dove rende omaggio alle specialità a base di pesce e si guadagna uno straordinario successo di pubblico e di critica. Nello stesso anno, lo Spring viene nominato per il premio Best New Restaurant della James Beard Foundation e McClain viene eletto Chef of the Year dalla rivista Esquire.
Nel 2004, McClain è pronto ad accettare una nuova sfida e apre così il suo secondo ristorante, il Green Zebra. Dal successo immediato, questo ristorante d'avanguardia mette le verdure al centro del menu e riceve il plauso del New York Times, di Bon Appétit, Food & Wine e di tante altre prestigiose pubblicazioni.
Dopo aver proseguito la strada del successo a Chicago con il Custom House, McClain sbarca nella città delle luci, Las Vegas. Al Sage dell'ARIA Resort & Casino, McClain si rinnova ancora una volta con un nuovo menu americano basato sull'irresistibile freschezza dei prodotti locali della California. Dopo aver raggiunto numerosi obiettivi a Chicago, McClain viene attirato dalla sfida di una città nuova e dal fascino dell'ARIA come sua meta culinaria. Il suo intuito per i concetti innovativi è alla base dell'innegabile capacità di conquistare i commensali dell'intera nazione.

Chef Anthony Amoroso

EXECUTIVE CHEF,

Years as a Chef:

15

Chef Anthony Amoroso | Bio

Nato nel New Jersey, Anthony Amoroso Jr. consegue il diploma in scienze gastronomiche presso l'Hudson County Community College di Jersey City. Il suo primo ruolo lo vede impegnato nel 1999 come Sous Chef presso l'Hilton Short Hills, ristorante del New Jersey premiato con il riconoscimento AAA Five Diamond.

Un anno dopo, Amoroso parte per New York, diventando Chef de Cuisine dell'Oceana Restaurant, dove lavora a fianco del celebre che Rick Moonen. Insieme, Amoroso e Moonen difendono le tre stelle assegnate all'Oceana dal New York Times. Successivamente, collaborano all'apertura del Branzini Restaurant nel 2002 e dell'RM nel 2003.

Amoroso arriva a Las Vegas nel 2003, dove accetta il ruolo di Executive Chef al Fiamma Trattoria & Bar dell'MGM Grand Hotel & Casino. Due anni dopo, Amoroso diventa Executive Chef del MICHAEL MINA Bellagio. Il celebrity chef collabora con Amoroso su tutte le varianti del menu e gli affida la supervisione di tutte le attività e del personale al ristorante di Las Vegas che porta il suo nome. Durante il periodo trascorso al MICAHEL MINA Bellagio, il ristorante si aggiudica una stella Michelin e Amoroso viene nominato "Rising Star Las Vegas" da StarChefs.com nel 2009. Soddisfatto del contributo di Amoroso, nel 2009 Mina gli chiede di tornare nel New Jersey come Executive Chef del suo ristorante Seablue al Borgata Hotel Casino & Spa.

Amoroso raggiunge uno dei suoi maggiori traguardi nel 2010, quando sconfigge il vincitore di Iron Chef, Masaharu Morimoto, in occasione della gara televisiva di Iron Chef America. Il talento di Amoroso viene subito notato e nel 2011 diventa Corporate Executive Chef di BR Guest Hospitality a New York, dove lavora con i ristoranti della catena su entrambe le coste americane. Amoroso ha contribuito ad aprire, fondare e supervisionare numerosi ristoranti BR Guest, tra cui il Sammy D's all'Harrah's Atlantic City Resort and Casino e l'Atlantic Grill Steak and Seafood al Caesars Atlantic City Hotel and Casino.

Dopo due anni di successi, Amoroso torna a Las Vegas per diventare Executive Chef dell'ARIA Resort & Casino. resort AAA Five Diamond sulla Las Vegas Strip. Qui Amoroso utilizza la sua esperienza, le tecniche culinarie e la dedizione a una cucina di qualità per confermare il prestigio degli oltre 20 punti di ristoro della struttura, molti dei quali gestiti da chef di fama internazionale.

Kim Wood

SOMMELIER,

Hometown:

Dayton, Texas

Kim Wood | Bio

Con oltre quattro anni di esperienza all'ARIA Resort & Casino, Kim Wood riveste attualmente il ruolo di Director of Wine grazie alla sua dedizione al settore del beverage, alla ricerca costante della perfezione e allo straordinario talento creativo. Wood nasce a Dayton, in Texas, ma cresce a Fort Worth. Laureatosi alla John Hopkins University in ingegneria biomedica e finanza, si trasferisce poi a Dallas, dove lavora come cameriere e barman. Wood dichiara di essersi innamorato del settore della ristorazione, pur senza sapere ancora cosa volesse fare esattamente. La fortuna vuole che un suo amico lo presenti al Wine Director del Pappas Bros. Steakhouse. Lavorando a stretto contatto con Drew Hendricks, Master Sommelier e attuale Director of Wine and Beverage Education di Pappas Restaurants, Inc., Wood rimane subito affascinato dal mondo dei vini. All'epoca, Rob Bigelow, Master Sommelier ed ex Director of Food & Beverage dell'ARIA, stava mettendo su il team dell'ARIA. Il nome di Wood viene fatto più volte e lui decide di entrare nel team nel 2009, cogliendo l'opportunità di aprire il Jean Georges Steakhouse in qualità di sommelier e lavorare con una selezione di oltre 720 vini e champagne. L'abbinamento preferito di Wood è la tartara di tonno con il Rieslings di Domaine Weinbach.

Craig Schoettler

MIXOLOGIST,

Craig Schoettler | Bio

Craig Schoettler ha iniziato il suo viaggio culinario in quarta e da allora non ha mai rallentato, utilizzando la sua esperienza nella cucina raffinata per lanciare una carriera ricca di successi nel settore del beverage. Nel 2007, Schoettler consegue la laurea di primo livello in arti e scienze gastronomiche presso la Johnson & Wales University, ottenendo la votazione massima con lode. Durante gli anni di studio, Schoettler fa esperienza come stagista presso il ristorante Tru di Chicago, dove riveste il ruolo di Garde-manger con l'obiettivo di diventare Chef de partie.

Dopo la laurea, Schoettler passa all'Alina, un ristorante a 3 stelle Michelin, prima in qualità di stagista e poi come Chef de partie. Schoettler viene rapidamente promosso a Chef tournant, dove assiste gli chef in tutte le postazioni della cucina. Nel 2009, mentre è ancora all'Alinea, Schoettler crea una serie di cocktail culinari. Questo, nel 2010, gli spalanca le porte di una nuova avventura: quella di Executive Chef del The Aviary, cocktail lounge e ristorante molto in voga.

Schoettler sviluppa così una cucina incentrata sul beverage, per il The Aviary e per il suo bar, il The Office, dove mette a punto due apprezzati programmi di beverage caratterizzati da cocktail innovativi e tecniche rivoluzionarie. Grazie al suo stile unico, Schoettler conquista i riconoscimenti di testate locali e nazionali.

Dopo una breve pausa dal settore Food&Beverage che dedicherà ai viaggi, Schoettler decide di esplorare l'universo dei barman. Accetta di lavorare al Drumbar di Chicago e meno di una settimana dopo il suo primo turno, gli chiedono di occuparsi del programma del beverage. Da lì, nel 2012, Schoettler diventa Corporate Beverage Director della società madre del Drumbar, la Menin Hotels. 

Schoettler si occupa soprattutto del Raffaelo Hotel, trasformando il bar della struttura, il Drumbar, in un locale sofisticato che offre ai suoi clienti una ricca selezione di whiskey da tutto il mondo. Oltre a questo, Schoettler dà vita a dei veri e propri minibar di lusso per i clienti, contribuendo così a reinventare il servizio di ristorazione in camera dell'hotel. Infine, rinnova il programma del beverage del Radio Bar della Menin a Miami. Forte dell'enorme successo ottenuto durante l'anno alla Menin Hotels, Schoettler accetta volentieri l'offerta del lussuoso ARIA Resort & Casino di Las Vegas, struttura riconosciuta AAA Five Diamond.

In qualità di primo mixologo del resort, Schoettler rivoluziona i confini della moderna mixologia, sviluppando continuamente nuove idee per offrire un servizio e un'esperienza clienti della massima qualità.

La dedizione di Schoettler al suo mestiere e la sua straordinaria creatività lo hanno portato a vincere numerosi premi, tra cui il "Beverage Professional of the Year”" del Chicago Tribune e il "National Bartender of the Year" dell' Eater National. Le sue idee rivoluzionarie si riflettono anche nei titoli ottenuti dai suoi bar, ad esempio il Best New Bar di Time-Out Chicago, il Ten Best Whiskey Bars in America 2013 da GQ Magazine e l'Outstanding Bar Program della James Beard Foundation.